), “Vasetto di fiori” (“Vaso di fiori, 1925 ca.) Piero Manzoni Rettangolo, 1958 Sandro Martini Lamiera, 1959 Composizione di Mario Sironi, 1930 circa Valid for one year, the card allows the title-holder one entrance into each of the four participating historic house museums: Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio and Museo Poldi Pezzoli. In alto a sinistra vicino alle tende, “I comignoli” (“I camini”, 1941 circa) di Bruno Cassinari; in basso a sinistra “Trieste” (1933) di Achille Funi. Piero Marussig Il lettore, 1935 Piero Marussig La cupola di San Carlo, metà degli anni ’30 Mentre ci si sposta attraverso le stanze dell’appartamento al secondo piano nell’importante edificio progettato dall’architetto Piero Portaluppi negli anni ’20, il Museo della Casa rivela il profondo legame tra l’esperienza individuale del collezionismo e la storia della terra alla quale appartiene. Mario Sironi Busto di giovinetto, 1925 circa, Camera 6, “La scuola dei gladiatori: il Combat”, 1928) di Giorgio de Chirico. Corrente, Morandi, De Pisis. La grande tela “La Scuola dei gladiatori: il combattimento” domina la sala. Aligi Sassu Diana e Atteone, 1938-1939 Salvatore Scarpitta Il campo greco, 1957 Sul mobile vicino alla “Vittoria” c’è una serie di piatti creati da Marieda, a forma di pesce, ora in mostra nella vetrina del corridoio Chiaristi. Hotele w pobliżu Casa Museo Boschi Di Stefano: (0.17 km) Casa Broggi - Two bedroom apartment next to shopping district (0.12 km) Best Western Hotel City (0.19 km) Hotel Teco (0.19 km) Best Western Plus Hotel Galles (0.18 km) Starhotels Ritz; Zobacz wszystkie hotele w pobliżu Casa Museo Boschi Di Stefano na stronie … Angelo Del Bon Campi a San Siro, 1931 Non hanno figli, in compenso hanno 11 gatti, Dopo pochi anni dal matrimonio si trasferiscono al secondo piano nella palazzina di via Giorgio Jan 15, costruita tra il 1929 e il 1931, sotto la supervisione del noto architetto Pietro Portaluppi (detto Piero, progettista anche dell’altra casa del circuito Necchi Campiglio. Del Bello e di storie da raccontare. Gino Severini Natura morta con statua, intorno al 1930 Emilio Vedova Immagine dell’epoca, 1953 Gerardo Dottori The tack, 1931 Nucleare, spazialisti, Remo Brindisi Nudo orizzontale, 1947 A destra dello specchio, tre piccoli dipinti di Filippo de Pisis: “Fiori” (“Fiori”, 1939 ca. Totem di Roberto Crippa, 1955 Casa Museo Boschi Di Stefano può ufficialmente percorrere la strada per la realizzazione del progetto "Il museo che sale". Il Museo Si trova al secondo piano di un edificio in via Giorgio Jan al numero 15. Opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”. Piero Marussig Il giardino, 1914 Tra le case museo più belle di Milano non si può non nominare la Casa Museo Boschi Di Stefano, situata in Via Giorgio Jan, al secondo piano di uno stabile costruito sotto la supervisione dell’importante architetto Piero Portaluppi. Ibrahim Kodra Composition, intorno al 1945 Ti permettiamo di effettuare il percorso verso Casa Museo Boschi Di Stefano facilmente, ecco perché oltre 865 milioni di utenti, inclusi gli utenti a Milano, considerano Moovit la migliore app per il trasporto pubblico. Nate come abitazioni, sono ora dei veri e propri Musei che, grazie alla generosità dei fondatori, possiamo visitare e scoprire le grandi dimore del passato e il ricco patrimonio artistico che contengono. Composizione di Roberto Crippa, 1952 Vaso di fiori di Filippo De Pisis, intorno al 1925 Renato Birolli Paesaggio urbano, 1931 1945) Sul tavolo un’opera in ceramica di Marieda Di Stefano: “Gli uomini”, “1957-58”. E così doveva continuare. Mario Blonde Marine element, 1962 Il tavolo di legno davanti al divano, progettato dall’architetto Piero Portaluppi, è ancora oggi conservato nella sala della Corrente. Ama girovagare per Milano  con particolare interesse per gli aspetti della vecchia Milano non disdegnando però  la parte moderna che la annovera tra le più  dinamiche città europee. Marieda Boschi Di Stefano The path, 1961 Roberto Crippa Forme su rosso, 1957 Parola di Maria Fratelli, dirigente dell’Unità Case Museo del Comune di Milano e direttrice della raccolta civica di Casa Boschi Di Stefano, di cui ha curato da poco la nuova guida edita da Skira. Piero Marussig Natura morta, metà degli anni Trenta del XX secolo Dal 16 maggio 2009 la Casa-museo può essere visitata completamente gratuitamente dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 grazie alla presenza dei Volontari per il patrimonio culturale lombardo del Touring Club italiano che, con la loro presenza, consentono apertura di questo e di altri siti di Milano. Casa Boschi di Stefano . Dal punto di vista architettonico, l’edificio che ospita la galleria d’arte si distingue all’esterno per la sua caratteristica struttura ad “angolo”, mentre gli interni – sia nelle aree comuni che negli appartamenti – sono arricchiti, secondo il tipico stile Portaluppi, da grandi finestre e ringhiere eleganti in stile art deco. Atanasio Soldati La città, intorno al 1935 Valentino Vago Rettangoli, 1961 Alle grandi opere idroelettriche affianca costruzioni residenziali e ristrutturazioni di grandi palazzi storici come la ricostruzione della pinacoteca di Brera (1919-1950), la Casa degli Atellani (in più periodi 1919/21,1943, 1946/52) per non parlare del Sagrato del Duomo (1926-1929). Casa Museo Boschi Di Stefano, Milan Picture: IMG_20180204_173628_277_large.jpg - Check out Tripadvisor members' 51,202 candid photos and videos of Casa Museo Boschi Di Stefano Antonio, nato a Novara nel 1896, si era trasferito a Milano alla fine della guerra per frequentare il Politecnico, dove si era laureato in ingegneria. Sergio Dangelo L’albero, 1957 Piero Marussig Igea, primi anni ’20 del XX secolo Virgilio Guidi Paesaggio, intorno al 1929 Al centro del muro “Songavazzo” (1926) di Arturo Tosi; in alto a sinistra “Il bel cadavere” (“The Beautiful Corpse”, 1919-20) di Achille Funi, ora nel Museo del Novecento. Enrico Baj Eccitati, pietre e montagne!, Intorno al 1958 El apartamento, anteriormente habitado por el esposo y la esposa Antonio Boschi (1896-1988) y Marieda Di Stefano (1901-1968), acoge una exposición de alrededor de trescientas obras, que incluyen pinturas, … Alfredo Chighine Figura nera e disegno giallo, 1954 Sul piano Bechstein, la scultura di cera “Testa” (“Testa”, 1938-39) di Giacomo Manzù. antichi mestieri arcobaleno artigianato autunno balletto bookcity botteche storiche bottega della tasca botteghe boutique cinema cinema d'essai cinema milano cosa fare a milano cosa fare in porta venezia cosa vedere in porta venezia cose da … Umberto Lilloni L’albero, 1930-1931 Composizione aerea di Elena Mezzadra, 1978 Una volta l’ho visto sotto una coltre di neve ed è stato più incantevole che mai. Filippo De Pisis L’ufficio postale di Venezia, all’inizio degli anni ’30 Placca metallica Marieda Boschi Di Stefano, 1967, Camera 2, Francesco De Rocchi Ragazzo in rosso, intorno al 1933 Tel. Attraverso le stanze dell’appartamento al secondo piano del prestigioso edificio progettato dall’architetto Piero Portaluppi negli anni 1920, la Casa Museo rivela al visitatore il profondo legame tra l’esperienza individuale del collezionismo e la storia del territorio a cui appartiene . Mario Sironi Paesaggio urbano, 1919 Il Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio e il Museo Poldi Pezzoli dal 2 ottobre 2008 sono riuniti nel circuito delle case museo milanesi. Giorgio Morandi Landscape, 1940 I dipinti e le sculture attualmente in mostra al Museo della Casa Boschi Di Stefano sono distribuiti in undici sale dedicate al Novecento Italiano, Mario Sironi, il movimento Corrente, Giorgio Morandi, la Scuola di Parigi, Lucio Fontana, i nucleari e gli spazialisti, l’informalismo, e Piero Manzoni. Casa Boschi Di Stefano è il più importante esempio di collezionismo privato milanese, se non forse italiano. Mario Sironi Apparizione, 1930 circa Un’atmosfera unica Tralascio volutamente la parte che riguarda il percorso museale per concentrarmi sulla storia dei personaggi e sulle loro dimore. Mario Sironi L’adultera, 1940 circa 1 di 1. IN VIAGGIO CON ANTONIO E MARIEDA. Nell’edificio costruito dal padre di Marieda, Francesco, dove si trasferiscono poco dopo il loro matrimonio, raccolgono circa duemila opere tra dipinti, sculture e pezzi di arte antica. Aldo Bergolli Paesaggio rosso-viola, 1955 Aldo Bergolli Paesaggio, 1958 Lucio Fontana Serie concettuale spaziale, 1951-1960 circa, Camera 10, In basso a destra l’iconica “L’Annunciazione” (“L’Annunciazione”, 1922), di Alberto Savinio, ora visibile nel salotto e simbolo del Museo della Casa. e” San Moisè “(ca. Amici degli artisti e dei loro sostenitori, partecipano alla vitalità e alla varietà delle proposte della città di Milano, riuscendo a rendere i propri dipinti rappresentativi della cultura artistica italiana. Appassionato di musica e in particolare per il Violino. Tra le sue volontà testamentarie era già previsto che l’appartamento di via Jan, dove lui e Marieda avevano vissuto, fosse aperto al pubblico come casa-museo compresa la presenza di una folta selezione delle opere raccolte da entrambi. Antonio Boschi (1896-1988) and Marieda Di Stefano (1901-1968) as well being husband and wife also shared a passion for modern Italian art and became … Casa Boschi Di Stefano: da Skira la guida ragionata. Come ricordava Antonio Boschi nel 1974, la collezione derivava dalla sua associazione con Marieda Di Stefano. Carlo Carrà Capanni in Versilia, 1931 Composizione Italo Valenti, 1939-1940 Alberto Savinio L’Annunciazione, 1932 Mattia Moreni Frutti, 1947 Mario Sironi Il figliol prodigo, primi anni Quaranta del XX secolo Aldo Bergolli Natura morta con teschio, 1946 Anticamera Massimo Campigli Les recluses, 1930 Il Museo della Casa Boschi di Stefano è stato inaugurato nel 2003. Mario Sironi L’eremo, 1930 circa Si specializza nello studio della scultura nel settore della ceramica Una carriera artistica di successo che le permette di esporre in molte mostre non solo nazionali. Vorrebbero sposarsi subito, ma , per evitare i pettegolezzi che a quei tempi un matrimonio improvviso avrebbe suscitato, decidono di sposarsi l’anno dopo, 1927. La scultura su un basamento bianco è un’opera in ceramica di Marieda Di Stefano, “L’ippodrago” (“Il cavallo-drago”, 1951-52). Sala da pranzo Prima del ventesimo secolo. Produttori di trofei di Giorgio de Chirico, 1925-1928 Il forte senso civico e sociale spingerà Antonio Boschi a provvedere ad una prima donazione al Comune di Milano, che avrà luogo nel 1974 , alla quale ne farà seguito una seconda, attuata alla sua morte nel 1988, comprendente i suoi ultimi acquisti. Una parete monografica de Chirico. Word Cloud. Remo Brindisi La coppia Boschi, 1951 Mario Sironi Contadino, 1936 circa Gianni Dova Corsair Fish, 1955 L’anticamera e il bagno. La Casa Museo Boschi Di Stefano al numero 15, Via Giorgio Jan, Milano, è stata aperta al pubblico dal febbraio 2003. Rettangolo rotto, 1958 L’appartamento, precedentemente abitato da marito e moglie Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), ospita una mostra di circa trecento opere, tra cui dipinti, sculture e arredi appartenenti alla loro collezione. Gianni Dova Uccello, 1947 2019, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Casa di Riposo Don … Filippo De Pisis San Moisè, intorno al 1945 Mario Sironi Figura femminile, 1929 circa Maschera Enrico Prampolini Negro, intorno al 1927, Serie di composizione di Ralph Rumney, 1957, Camera 4, Mi piace: 7315. Achille Funi Il pescatore, 1927 Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano, Italia. Francesco De Rocchi Natura morta con pesce, 1937 Massimo Campigli Ritratto di una giovane donna, primi anni trenta del XX secolo Mario Sironi La fata della montagna, 1929 Un architetto urbanista, storico dell’architettura e accademico italiano . Roberto Crippa Il sogno di Anna Boleyn II, 1951 Alberto Savinio Algeria preistorica, circa 1933 Achille Funi Bagnante, intorno al 1928 Mario Sironi Paesaggio urbano, 1929-1930 La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del Novecento e comprende opere di Umberto Boccioni, Gerardo Dottori, Gino Severini, Felice Casorati, Piero Marussig, Arturo Tosi, Carlo Carrà, Scipione, Mario Mafai, Mario Sironi, Arturo Martini, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, Renato Birolli, Renato Paresce, Alberto Savinio, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Cesare Peverelli, Rodolfo Aricò, Bepi Romagnoni, Giulio Turcato, Gianni Dova, Alfredo Chighine, Enrico Baj, Piero Manzoni. Renato Birolli I grandi mistici, intorno al 1937 The Casa Museo Boschi Di Stefano is a historic house museum situated in Via Jan where 300 works from the Boschi Di Stefano collection may be viewed. Evento Rodolfo Aricò, 1960 Appassionata di arte in tutte le sue forme,  frequenta regolarmente Musei  ed eventi culturali come possono essere le mostre temporanee, convegni  e avvenimenti specifici. Testimonianza unica di come un semplice appartamento sia diventato un “museo abitato”.Un gioiello frutto di un collezionismo intelligente e vivace di due sposi milanesi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano ,che seppero trasformare l’abitazione in un importante centro artistico del novecento. Piero Marussig Natura morta con pallone, primi anni ’30 del XX secolo. Carlo Carrà Case e monti, 1928 Mario Sironi Paese, 1924-1925 Angelo Del Bon Contadino al lavoro, intorno al 1929 Quella sera andai ad aspettarla alla stazione e la vidi arrivare con tre dipinti, tutti di ottima qualità! Felice Casorati Nudo femminile, 1928 Roberto Crippa Spirali, 1953 Italiano: La Casa-Museo Boschi Di Stefano espone, nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), una selezione di opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974 Hotels near Casa Museo Boschi Di Stefano: (0.17 km) Casa Broggi - Two bedroom apartment next to shopping district (0.12 km) Best Western Hotel City (0.19 km) Hotel Teco (0.19 km) Best Western Plus Hotel Galles (0.18 km) Starhotels Ritz; View all hotels near Casa Museo Boschi Di Stefano on Tripadvisor Piero Marussig Still life, 1934 Filippo De Pisis Interno con bottiglia, 1940 Sergio Dangelo Forma, 1951 La mia esperienza con le arti plastiche era limitata; mio padre mi aveva guidato verso la musica e studiando il violino, che era ed è tuttora una delle mie passioni. Marieda Boschi Di Stefano Su tre piani, 1964 Durante la prima guerra mondiale, presta servizio militare come ufficiale del Genio. Oggi è ancora appeso allo stesso muro. Costant Permeke Marina, fine degli anni ’40 La panca in legno è ancora presente oggi. Renato Birolli Il Caos II, 1937 Giovane ingegnere alla Pirelli dove svolgerà una brillante carriera con numerosi e importanti brevetti come il GiuBo (Giunto Boschi). Angelo Del Bon Boats in Riva Trigoso, 1927 «Quando ho incontrato Marieda e ho scoperto le somiglianze che ci hanno inconsciamente riuniti, è stato un classico” colpo di grazia “. “Scrivimi tra tre mesi e ti farò una promessa.” La promessa è arrivata: “Tra sei mesi , Ti darò un dipinto. La famiglia Boschi ha acquisito molte delle opere della sua collezione grazie ai rapporti diretti che hanno stretto con gli artisti. Mercedes Garberi risale agli anni 1929-30 i primi acquisti sistematici di opere da parte dei coniugi Boschi che potevano contare sull’assistenza iniziale di suo suocero, Francesco Di Stefano, che nel 38 ereditò un nucleo sostanziale di opere. La collezione Boschi Di Stefano comprende anche una collezione di strumenti musicali per lo più conservata nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco, tra cui il pianoforte Bechstein e i violini nella Casa Museo; una collezione di tappeti oggi al Castello Sforzesco e una collezione di arte antica, in piccola parte inserita nel percorso del Museo della Casa e in gran parte conservata nel Museo delle Culture (MUDEC). Achille Funi Ritratto di bambina, 1921 Basandosi sul suo talento naturale e sul crescente riconoscimento, ha successivamente aperto una School of Ceramics al piano terra del condominio in Via Jan. Nel 1968, Marieda morì. Pio Semeghini Landscape, 1932, Camera 9, Il 5 febbraio 2003 l’appartamento, abitato in vita dai coniugi Boschi – Di Stefano, viene aperto al pubblico dove , nel percorso delle 11 sale, si può ammirare una ricca e varia selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donate al Comune di Milano nel 1974 da Antonio Boschi. La collezione Bobo Piccoli Still life, 1947 Mario Sironi La cucitrice, 1928 Mario Sironi Ritratto della figlia, 1925-1926 Casa Museo Boschi Di Stefano. Mario Sironi Mondo arcaico, 1945-1946 circa Deposizione di Bruno Cassinari, 1941 Giorgio de Chirico Still life. In queste sale – un tempo abitate da gli sposi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) – espongono circa trecento pezzi selezionati dell’intera collezione, donati al Comune di Milano nel 1974. Giorgio Morandi Landscape, 1941 Felice Casorati La donnaccia, 1934 Giuseppe Montanari Il pescatore, 1928 L’ampiezza della collezione e la sua unicità hanno fatto sì che, accanto al progetto per la costruzione di un museo dedicato all’arte contemporanea (che ha preso gradualmente forma l’idea di utilizzare l’Arengario in Piazza Duomo), sono iniziati i lavori di adattamento dell’appartamento Boschi al ruolo della casa museo. Sull’armadio, alcune sculture di Arturo Martini e Lucio Fontana. A sinistra dello specchio un’opera in ceramica di Lucio Fontana: “Deposizione” (“Deposizione”, 1955-56). Gianni Dova Toro, 1947 Aldo Bergolli Landscape, 1947 La collezione – circa duemila opere, oltre dipinti, sculture e disegni – è una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del ventesimo secolo, dalla prima decade alla fine degli anni sessanta e comprende artisti come Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Piero Manzoni, Arturo Martini, Emilio Vedova, Piero Marussig, Umberto Boccioni, Filippo de Pisis tra gli altri. Nel 1926 Antonio Boschi e Marieda Di Stefano si conoscono durante una vacanza in Valsesia e fu amore a prima vista. Statua e scala di Renato Paresce, 1929 7.2K likes. Giuseppe Ajmone Paesaggio, intorno al 1947 Arturo Tosi Songavazzo, 1925 Partecipano attivamente e con attenzione alla vita artistica della città , soprattutto da parte di Marieda, non mancano di sostenere economicamente l’operato di giovani promettenti. Piero Giunni Crocifisso, 1947 Arturo Tosi Anemoni, 1922 Prima l’ipotesi di Piero Manzoni. Arturo Martini, Carlo Carrà, Mario Sironi e Lucio Fontana furono frequenti visitatori dell’edificio in Via Jan, mentre la coppia fu molto presto esponente del movimento Corrente, da cui la presenza nella raccolta delle prime opere di Birolli, Cassinari, Paganin e Migneco seguito da Morlotti, Dova, Ajmone, Chighine, Bergolli, Crippa, ecc. Giuseppe Ajmone Ritratto della signora Boschi, 1947-1948 Nel 2008 è inserita, a pieno titolo, nel circuito delle quattro Case-Museo di Milano, Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni, 12 Metro 1 (rossa) fermata Duomo Tram 1 piazza della Scala Museo Bagatti Valsecchi, Via S.Spirito/Via Gesù , Metro 3 (gialla) fermata Montenapoleone ,Tram 1 (nelle vicinanze)Casa museo Boschi di Stefano, Via G.Jan, 15 , Metro 1 (rossa) fermata Lima Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14, Metro 1 (rossa) fermata Palestro. Come affermò lo stesso Boschi, la collezione porta di diritto i nomi di entrambi i coniugi: “non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna” – morta nel 1968 – “ma corrisponde alla realtà. . Gli articoli sono stati selezionati e posizionati in questa pagina in modo automatico.