Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. L’azienda interviene con un licenziamento soltanto nell’ipotesi in cui il lavoratore voglia restare in servizio. In presenza di istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, quest’ultima verrà considerata in subordine alla prima istanza. Alcuni Sindacati hanno chiesto una proroga ma ad oggi il Ministero non modificato la data di entrata in vigore del provvedimento di legge. Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione. Quando si presentano le dimissioni volontarie per il pensionamento è necessario tenere presente che si è obbligati a dare un periodo di preavviso al proprio datore di lavoro. Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc. Si devono presentare le dimissioni volontarie? Cerchiamo di fare chiarezza. La lettera di dimissioni deve essere inviata tramite raccomandata A/R o consegnata a mano all’Ufficio Accettazione della Sede Centrale dell’ente, la quale provvederà ad apporre il timbro di ricezione, necessario affinchè le dimissio… Dimissioni per andare in pensione: lavoratori autonomi e parasubordinati Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. In parole semplici, se l’interessato ha due rapporti di lavoro dipendente, deve presentare le dimissioni per entrambi, a prescindere dalla gestione previdenziale presso cui ha maturato la pensione. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. In base alla storica circolare Inps sull’argomento [5], si possono prospettare due ipotesi differenti: L’Inps, comunque, per evitare finte dimissioni e finte riassunzioni al solo scopo di conseguire la pensione, verifica l’esistenza dei documenti che provano che la cessazione è reale: invio delle comunicazioni obbligatorie ai servizi per l’impiego, liquidazione delle spettanze di fine rapporto come Tfr, ratei mensilità aggiuntive, ratei ferie e permessi non goduti, etc. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. Inoltre, la maggior parte dei servizi non sono attendibili, o addirittura non prevedono, le situazioni particolari: lavoratori sport e spettacolo, lavoratori agricoli, calcolo per lavoratori part time al di sotto del minimale, periodi di Naspi, Cig o Cigs da neutralizzare, cumulo, totalizzazione, ricongiunzione…. n° 351 del 28 aprile 1998. I ratei spettano, invece, dal momento in cui cessa l’attività lavorativa. 5) certamente si, può procedere al versamento dei contributi volontari che le mancano al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi necessari per accedere alla pensione. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. Di conseguenza, la “pausa lavorativa”, per evitare il rischio di rigetto della domanda di pensione, deve protrarsi almeno sino alla data di decorrenza della pensione stessa. Come si presenta domanda di pensione all’Inps e procedure per dimissioni: preavviso necessario per tutti, tempi e calcolo ferie e permessi . Puoi verificare l’importo della pensione utilizzando il servizio Inps La mia pensione o tramite patronato. Questo, perché le regole di calcolo della pensione sono, a seconda della gestione, differenti e complesse, dunque l’istituto esegue i calcoli “per bene” solo nel momento in cui gli si chiede di liquidare la pensione. >Cosa sono >Il preavviso e le dimissioni per giusta causa >Le dimissioni in bianco >Modalità telematica per le dimissioni a partire dal 12 marzo 2016 . L’azienda interviene con un licenziamento soltanto nell’ipotesi in cui il lavoratore voglia restare in servizio. In base a quanto chiarito dalla Cassazione [1], perché il lavoratore dipendente possa ricevere la pensione di vecchiaia, o la pensione di anzianità o anticipata, è necessario che termini l’attività sino alla decorrenza della pensione. E quando si presentano le dimissioni volontarie? Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? La Legge per Tutti Srl - Sede Legale Via Francesco de Francesco, 1 - 87100 COSENZA | CF/P.IVA 03285950782 | Numero Rea CS-224487 | Capitale Sociale € 70.000 i.v. Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzionee la totalizzazione. Si passerà poi a selezionare la tipologia di comunicazione (dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca) con la data di trasmissione (marca temporale). Pensione 2019, dimissioni da lavoro: erogazione assegno La decorrenza della pensione, ossia la liquidazione del primo assegno pensionistico, varia in … Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. E se dopo che mi dimetto scopro di non aver diritto alla pensione? Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. In questi casi, l’unica alternativa è affidarsi a servizi o professionisti specializzati, perché effettuino uno studio previdenziale completo e certificato (con costi che possono arrivare anche a un migliaio di euro). Le dimissini vanno presentate sia all'Inps che alla propria azienda. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. ). Ma andiamo con ordine e vediamo sinteticamente passaggi operativi da seguire per non in correre in errori. Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. Non vuoi rischiare di licenziarti senza aver diritto alla pensione, quindi vuoi avere la certezza assoluta del diritto al trattamento? Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Cerchiamo di fare chiarezza. Prima di tutto, la novità è che per andare in pensione dal 1° settembre 2021 il personale della scuola potrà presentare domanda esclusivamente online entro il 7 dicembre 2020. In base a quanto chiarito dalla Cassazione [1], perché il lavoratore dipendente possa ricevere la pensione di vecchiaia, o la pensione di anzianità o anticipata, è necessario che termini l’attività sino alla decorrenza della pensione. Non ti piace l’incertezza? Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Hai già presentato le dimissioni online? Puoi chiedere all’Inps la certificazione del diritto alla pensione: con questa certificazione, l’Inps attesta che tu hai maturato il diritto al pensionamento. Non vuoi rischiare di licenziarti senza aver diritto alla pensione, quindi vuoi avere la certezza assoluta del diritto al trattamento? 4, comma 17 e seguenti, le procedure da seguire ai fini della convalida della risoluzione consensuale o delle dimissioni volontarie dei lavoratori dipendenti, ivi compresi i lavoratori domestici. Fai attenzione, però: gli importi ottenuti con la generalità di questi servizi sono in genere attendibili (negli elaborati, a scanso di equivoci, appare la dicitura: “le stime non sono garantite- la presente relazione non ha natura di certificazione”), ma possono subire degli scostamenti, tanto più alti quanto più sei distante dalla data del pensionamento. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, anche questa, come la pensione anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, posta la cessazione dell’attività lavorativa: in pratica, se l’attività lavorativa non è terminata ma l’età pensionabile è stata compiuta, non spettano ratei arretrati. Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Sarebbe mia intenzione interrompere quanto prima il rapporto di lavoro e accedere alla pensione con quota 100. ... La procedura per effettuare il primo accesso con SPID è più semplice perché sarà sufficiente registrare la propria identità digitale sul portale e … Nel 2016, è poi intervenuta la già citata sentenza della Cassazione [1] a far chiarezza sull’argomento: secondo la Cassazione, il momento a cui far riferimento per la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato è quello della decorrenza della pensione. se il lavoratore continua a lavorare presso la stessa azienda, ossia viene riassunto subito dopo la cessazione del contratto, è necessario almeno un giorno di interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 2 gennaio); nel caso in cui, invece, intervenga un nuovo rapporto con un’azienda diversa, non è necessaria alcuna interruzione (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 1° gennaio). Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, anche questa, come la pensione anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, posta la cessazione dell’attività lavorativa: in pratica, se l’attività lavorativa non è terminata ma l’età pensionabile è stata compiuta, non spettano ratei arretrati. Il primo aspetto da chiarire quando stai per andare in pensione è: quando devo dimettermi per ricevere l’assegno pensionistico. In pochi sanno, ad esempio, che si può avere la certezza del diritto alla pensione chiedendo l’apposita certificazione all’Inps. Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti, Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. di Patrizia Del Pidio , pubblicato il 21 Agosto 2018 alle ore 15:36 Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. Cosa sono. Fai attenzione, però: gli importi ottenuti con la generalità di questi servizi sono in genere attendibili (negli elaborati, a scanso di equivoci, appare la dicitura: “le stime non sono garantite- la presente relazione non ha natura di certificazione”), ma possono subire degli scostamenti, tanto più alti quanto più sei distante dalla data del pensionamento. 151/2015, non è più sufficiente che il lavoratore comunichi al datore di lavoro le proprie dimissioni. Pensione anticipata quota 41 con dimissioni consensuali: cosa accade? Stampa 1/2016. Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. La cessazione, in tal caso, deve naturalmente durare fino alla decorrenza della pensione, vale a dire fino all’erogazione del primo assegno pensionistico. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. Una volta liquidato l’assegno dall’Inps, il pensionato può serenamente iniziare un’altra attività lavorativa (o proseguire nella stessa attività dopo essere stato riassunto): nel 2008 [4], tra l’altro, sono stati aboliti i limiti di cumulo esistenti tra la pensione e i redditi derivanti dall’attività lavorativa, relativamente alle pensioni dirette, cioè di vecchiaia o di anzianità e anticipata, se non integrate o con maggiorazioni. La Legge 28 giugno 2012, n. 92 (Riforma del mercato del lavoro), in vigore dal 18 luglio 2012, definisce all’art. 26 del d.lgs. con poche, semplici mosse puoi conoscere l'intero pacchetto di welfare che fa al caso tuo. La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio (e l’eventuale richiesta di pensione più part-time) per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) è fissata al 7 dicembre 2020. Tornando al lavoro subordinato e alla presentazione delle dimissioni per ricevere la pensione, ci si chiede quanto debba essere lunga la “pausa” lavorativa, ossia quanto tempo deve trascorrere dalle dimissioni (o dal licenziamento) alla riassunzione. Le dimissioni sono un atto unilaterale (che quindi non necessita che il datore di lavoro sia consenziente) del lavoratore con il quale questi comunica al datore di lavoro che non intende proseguire il rapporto di lavoro. Perché sorga il diritto alla pensione, la cessazione deve riguardare tutti i rapporti di lavoro subordinati e non può limitarsi a quello per cui sono stati versati i contributi alla gestione che liquida la prestazione. Quest’obbligo, in particolare, è stato introdotto dal decreto Amato [2], ed è stato esteso alle pensioni liquidate con il sistema contributivo dalla legge Dini [3]. In particolare, la comunicazione deve av… Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. Se l’Inps, nel calcolo pensione, si discosta dal calcolo certificato, dopo aver verificato gli errori si provvede a fare ricorso. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? Se intendi dimetterti da un pubblico impiego, devi comunicarlo con una lettera scritta alla tua amministrazione di appartenenza. Dal 12 marzo 2016, a seguito delle riforme introdotte con l’art. Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. Ma che cosa fare se non si ha la certezza del diritto a pensione? Solitamente non c’è bisogno di redigere una lettera a mano libera, perchè Amministrazione predispone un apposito modello da compilare. Per questi lavoratori la prima decorrenza utile della pensione prescinde dalla data di presentazione della domanda e coincide con il giorno successivo alla maturazione dei … Puoi verificare l’importo della pensione utilizzando il servizio Inps La mia pensione o tramite patronato. Le finestre di attesa restano ancora per particolari tipi di prestazione, come la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, o la pensione di vecchiaia anticipata. Dimissioni e domanda di pensione, non si può tornare indietro a cura di FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO Gentilissimo esperto, sono un … Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. Hai scoperto di non aver diritto alla pensione e hai già presentato le dimissioni? A – dimissioni senza aver maturato il diritto a pensione Al Dirigente Scolastico Oggetto: Domanda di dimissioni dal servizio a decorrere dal 1/9/2011 ai sensi art. Cosa accade alla quota 41 in caso di dimissioni volontarie? Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Come funziona il licenziamento prima della pensione: quando dare le dimissioni, quando è liquidato il trattamento. Matteo Prioschi su ilsole24ore.com Hai finalmente maturato i requisiti per la pensione, e adesso non vedi l’ora di terminare l’attività lavorativa: già, ma come si fa? Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? Non rileva se la riassunzione avvenga presso lo stesso o un diverso datore di lavoro, come già chiarito. In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. Perché sorga il diritto alla pensione, la cessazione deve riguardare tutti i rapporti di lavoro subordinati e non può limitarsi a quello per cui sono stati versati i contributi alla gestione che liquida la prestazione. Hai finalmente maturato i requisiti per la pensione, e adesso non vedi l’ora di terminare l’attività lavorativa: già, ma come si fa? Inoltre, la maggior parte dei servizi non sono attendibili, o addirittura non prevedono, le situazioni particolari: lavoratori sport e spettacolo, lavoratori agricoli, calcolo per lavoratori part time al di sotto del minimale, periodi di Naspi, Cig o Cigs da neutralizzare, cumulo, totalizzazione, ricongiunzione…. Puoi chiedere all’Inps la certificazione del diritto alla pensione: con questa certificazione, l’Inps attesta che tu hai maturato il diritto al pensionamento. | © Riproduzione riservata Come licenziarsi prima della pensione? In un momento cruciale come quello del pensionamento è normale farsi tante domande: l’informazione pubblica, sull’argomento, è piuttosto carente. Su questo punto l’INPS, ma anche la … Non ti piace l’incertezza? L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? Mentre, per i rapporti instaurati prima del 2008, si dovranno indicare alcuni dati del datore, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o PEC. L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? I ratei spettano, invece, dal momento in cui cessa l’attività lavorativa. In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. In ogni caso, per liquidare la prestazione, l’Inps verifica che l’attività sia cessata al momento della decorrenza della pensione: in pratica, l’Inps verifica che non sia in atto un rapporto di lavoro subordinato al momento dell’accesso alla pensione. Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? Quest’obbligo, in particolare, è stato introdotto dal decreto Amato [2], ed è stato esteso alle pensioni liquidate con il sistema contributivo dalla legge Dini [3]. Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. Nel 2016, è poi intervenuta la già citata sentenza della Cassazione [1] a far chiarezza sull’argomento: secondo la Cassazione, il momento a cui far riferimento per la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato è quello della decorrenza della pensione. Hai già presentato le dimissioni online? E quando si presentano le dimissioni volontarie? Come precisato dal Ministero dell’Istruzione, “in presenza di istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, … Buon pomeriggio, ho 59 anni e sono un ferroviere di RFI - Rete Ferroviaria Italiana ed ho maturato 42 e 10 mesi il 12/07/2020, dopo avere dato le dimissioni volontarie il 04/06/2020 con data decorrenza di primo giorno di pensione il 01/11/2020 e successivamente presentato domanda di Pensione di Anzianità/Anticipata il 03/08/2020 il tutto fatto tramite patronato, mi è stato risposto da … Potrà fare domanda di pensione circa un mese prima del raggiungimento dei requisiti. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. Dimissioni volontarie del rapporto di lavoro – le ultime novità La telematica entra anche nelle procedure per i lavoratori che intendano dimettersi dal loro posto di lavoro, la carta non sarà più utilizzabile. Copyright © 2015 - Miowelfare srl - Codice fiscale e p.iva 02558770901. Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. Hai scoperto di non aver diritto alla pensione e hai già presentato le dimissioni? Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? Si devono presentare le dimissioni volontarie? Pensione scuola: istruzioni per le dimissioni online. Fino a quel momento, quindi, direi che non le conviene dare le dimissioni, perché come detto il rischio che la sua domanda non venga accolta esiste. Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzione e la totalizzazione. O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? In questi casi, l’unica alternativa è affidarsi a servizi o professionisti specializzati, perché effettuino uno studio previdenziale completo e certificato (con costi che possono arrivare anche a un migliaio di euro). E se scopro che la pensione è più bassa di quello che mi aspettavo? La decorrenza della pensione anticipata, considerando che la riforma Fornero [6] ha abolito le vecchie finestre che intercorrevano tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione, avviene il mese successivo rispetto a quello in cui è inviata la domanda di pensione, posta la cessazione dell’attività lavorativa. Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. Sia per la pensione di anzianità con Opzione Donna, che per altre tipologie di trattamento d’anzianità, che per la pensione anticipata o di vecchiaia, è comunque necessario inviare le dimissioni al datore di lavoro prima della liquidazione dell’assegno (con il dovuto preavviso, che cambia a seconda del contratto): l’Inps, difatti, non liquida la pensione, se il lavoratore non risulta cessato almeno un giorno prima della … In pratica, per ricevere la pensione il dipendente deve essere licenziato, o dimettersi. Prima di andare in pensione vi è l’obbligo di presentare le dimissioni: come previsto dalla Legge Amato 1992, e ribadito dalla Legge Dini del 1995, infatti, per l’accesso alla pensione vige l’obbligo di cessare l’attività lavorativa subordinata. Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2021. La decorrenza della pensione anticipata, considerando che la riforma Fornero [6] ha abolito le vecchie finestre che intercorrevano tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione, avviene il mese successivo rispetto a quello in cui è inviata la domanda di pensione, posta la cessazione dell’attività lavorativa. Una volta liquidato l’assegno dall’Inps, il pensionato può serenamente iniziare un’altra attività lavorativa (o proseguire nella stessa attività dopo essere stato riassunto): nel 2008 [4], tra l’altro, sono stati aboliti i limiti di cumulo esistenti tra la pensione e i redditi derivanti dall’attività lavorativa, relativamente alle pensioni dirette, cioè di vecchiaia o di anzianità e anticipata, se non integrate o con maggiorazioni. Come licenziarsi prima della pensione? le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc.).