mod., gerundivo neutro sostantivato del verbo referre «riferire», dalla locuz. Altri elementi, utili a comprovare questa funzione garantistica verso le minoranze, possono essere individuati all'interno della disciplina dell'istituto: il diritto d'iniziativa è infatti riservato a un quinto dei membri di Camera e Senato, a cinquecentomila elettori oltre che a cinque o più Consigli regionali. ; Referendum abrogativo. Sunday UTC+01 at Rifondazione Comunista - Federazione di Bari. Nel 1989 una legge costituzionale ha consentito che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse anche per un referendum di indirizzo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie. Uno scopo di tale genere non sembra però conciliarsi con la definizione di "confermativo" data al referendum ex art. In conclusione è possibile dire che definire questo istituto come affermativo sia comunque cosa priva di fondamento in quanto - anche ritenendo il popolo come altro soggetto titolare dell'iniziativa legislativa e che possano essere oggetto di consultazione anche le deliberazioni degli organi rappresentativi - sarebbe sempre difficile rendere compatibile la funzione propria del referendum confermativo, diretta a certificare l'adesione dei cittadini al progetto loro sottoposto, con quella propria del referendum "costituzionale" disciplinato dall'art. Altra differenza fra i due tipi di referendum è che mentre quello previsto dall'art. Nel caso qui in esame è necessario dire che con l'espressione "Garanzie costituzionali" il Costituente sembra piuttosto alludere alla Corte costituzionale la quale esiste e funziona perché chiamata a garantire una Costituzione informata al principio di rigidità il quale comporta come logica conseguenza la previsione di un procedimento di revisione e proprio questo corollario giustifica l'inclusione di tale procedura all'interno del titolo sopra indicato. La disciplina normativa dei requisiti e del procedimento è costituita, oltre che dalla Costituzione, anche dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, e da sentenze della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana. Ma la giurisprudenza, su quest'ultimo punto, è divisa. Una volta accertato che una norma primaria si pone in contrasto con parametri costituzionali, la Corte è tenuta a dichiararne l’illegittimità, essendo poi «cómpito del legislatore introdurre apposite disposizioni»[17]. 138, comma 2, Cost. possono attivarsi per richiedere la consultazione ove vogliano contrastare le decisioni della maggioranza parlamentare ed è palese che se non vi è opposizione verso queste ultime non sarà richiesto il referendum; l'intervento dei cittadini deve inoltre essere interpretato come volto a conservare i principi esistenti e non come diretto a riformarli. ROC n.31425) - P. IVA: 13586361001, $('#search-input').focus()); Nel paragrafo iniziale di questo capitolo è stato messo in luce come il fine ultimo della consultazione popolare sia quello di garantire le minoranze, politiche e sociali, da revisioni costituzionali volute dalla sola maggioranza parlamentare. LA CORTE COSTITUZIONALE . We also speak … Traduzioni in contesto per "monarchia costituzionale" in italiano-inglese da Reverso Context: La democrazia fu poi pacificamente ristabilita nella forma di una monarchia costituzionale parlamentare. Il referendum è una forma di partecipazione politica diretta molto importante, attraverso la quale i cittadini decidono in prima persona e non tramite il Parlamento.. La Costituzione italiana prevede due forme di referendum:. Referendum costituzionale: riforma settoriale e rischiosa. Ma solo uno spazio di discussione e riflessione. La Costituzione prevede che possano essere sottoposte a referendum le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali entro tre mesi dalla loro pubblicazione quando ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500.000 elettori o cinque Consigli regionali. Su quest'ultimo punto la dottrina giuridica non è però unanime in quanto una parte di essa sostiene che i soggetti detentori del potere di richiedere il referendum, rappresentano sì le minoranze ma non per questo è sempre possibile ricondurre a un quid comune le "istanze minoritarie" espresse da mezzo milione (o più) di elettori, da (almeno) cinque Consigli regionali e da un quinto di Deputati o Senatori. Tutte le novità nel testo firmato, Referendum costituzionale confermativo: cos’è, come si vota e quorum. 138 Cost. Nel 1993 l'Ufficio di Presidenza della Commissione di vigilanza approvava un regolamento diretto a garantire un confronto paritario tra il ‘sì’ e il ‘no’ secondo il criterio di "tempo uguale". È quindi chiaro che in casi di tal genere questo istituto di democrazia diretta non si comporta come elemento dinamico bensì come un ulteriore elemento che favorisce la staticità del sistema, affermazione questa che può essere spiegata facendo riferimento a più motivi: in primo luogo si ha referendum solo ed esclusivamente nei casi di approvazione di riforme costituzionali da parte di Camera e Senato, in secondo luogo il popolo, tramite la consultazione, è chiamato a pronunciarsi contro le riforme approvate. 75 della Costituzione a tal punto da far passare in ombra le diversità di disciplina previste per i due istituti; in realtà è impossibile non notare come esistano diversità importanti tra la funzione esercitata dal referendum abrogativo e quello ex art. 132, c. 1), quello riguardante il passaggio da una Regione a un'altra di Province o Comuni (art. I soggetti contemplati dall'art. L'art. I quattro quesiti parziali erano invece possibili perché frutto di scelte legislative discrezionali. Referendum costituzionale definizione. 8, a sensi del quale l'esercizio della caccia è consentito, sembrerebbe mirarsi al divieto di caccia, ma la constatazione che dalla richiesta referendaria sono esclusi gli artt. L'iter procedurale previsto dall'art. Articolo originale pubblicato su Money.it qui: 10, secondo cui il territorio nazionale è sottoposto al regime gratuito di caccia controllata; dell'art. In conclusione, è possibile dire che la rubrica del Titolo VI della Parte II della Costituzione, sta a confermare che l'art. Nei precedenti paragrafi è stato messo in evidenza che il referendum costituzionale svolge la funzione di tutelare e garantire le minoranze innanzi alle possibili modifiche costituzionali: in coerenza con questo fine, è stata elaborata la visione che attribuisce a questa consultazione natura "oppositiva"[22]. Spesso si sono scatenate polemiche, almeno in parte motivate, sulle modalità di effettuazione e sulle conseguenze del referendum. secondo cui una legge sottoposta al referendum "costituzionale" non viene promulgata qualora non sia stata "approvata" dalla maggioranza dei voti validi. || Referendum costituzionale, ammesso per le leggi costituzionali approvate da meno di due terzi del parlamento || Referendum legislativo , sulle leggi ordinarie 2 STAT Indagine sistematica svolta tra i componenti di una comunità di cittadini, sottoponendo loro un questionario da cui si possano ricavare dati utili anche per ricerche di mercato: un r. tra i lettori sul miglior libro dell'anno Ai sensi della legge 352/1970 il referendum per la fusione fra regioni dovrà essere richiesta da almeno tanti consigli comunali che rappresentino 1/3 della popolazione delle regioni interessate. In realtà il testo legislativo ha un'intima e complessiva compattezza e coerenza, di taglio eminentemente etico-ideologico [...] Si comprende allora perché taluna dottrina abbia potuto sostanzialmente affermare che leggi così nette, più che a esigenze di tutela di valori costituzionali, rispondono a uno specifico modo di interpretarli secondo scelte culturali unilaterali".[29]. Il referendum abrogativo non è applicabile alla Costituzione, alle leggi di revisione costituzionale e gli atti con forza di legge passiva peculiare (per es. Le tipologie di referendum ammontano a quattro: Altri referendum a livello comunale e provinciale sono poi previsti da fonti sub-costituzionali. Concludendo sul punto appare innegabile riconoscere al referendum costituzionale una natura oppositiva (quindi l'essenza di uno strumento di garanzia per le minoranze) conformemente al dettato costituzionale così come voluto e concepito dal Costituente, ma bisogna constatare che l'assenza di una previsione volta a escludere il ricorso allo strumento referendario da parte della stessa maggioranza che ha voluto la revisione costituzionale, è il mezzo, costituzionalmente legittimo, perché all'interno del nostro ordinamento costituzionale si verifichino casi come quello del 2001 in cui il referendum, se voluto dalla sola maggioranza, non costituisce altro che l'approvazione, finale e decisiva, dell'atto normativo da parte degli elettori che partecipano alla consultazione. La medesima dottrina stempera questa conclusione considerando che la gravità di questa situazione viene considerevolmente diminuita se si considera che il sistema maggioritario dà vita a maggioranze parlamentari che non sono lo specchio fedele del corpo elettorale e che nel caso dell'ottobre 2001 la maggioranza allora al Governo, vicina alla scadenza del proprio mandato, sembrava aver percepito in sé un difetto di rappresentatività. La Corte Costituzionale con questa sentenza affermava il principio per cui il legislatore politico non può riprodurre una normativa abrogata da un referendum abrogativo, ma nei limiti di ripristino formale e sostanziale della disciplina abrogata può correggere, modificare e integrare la disciplina residua (legittima era quindi anche la legge "Vassalli"). Da ciò si capisce che per il raggiungimento del fine dei promotori del referendum non occorre né la maggioranza assoluta né quella relativa, ma è necessaria e sufficiente l'inesistenza di una maggioranza relativa dei voti validi e contrari. Sempre con riferimento alla consultazione tenutasi nel 2001 in letteratura si è messo in luce che l'anomalia derivante dalla richiesta referendaria a opera della maggioranza verrebbe sminuita dal fatto che il sistema elettorale, allora in vigore, era maggioritario e questo non è una garanzia di perfetta corrispondenza (a differenza di quanto avviene con il sistema proporzionale) fra le scelte fatte dalla maggioranza parlamentare e quelle che avrebbe fatto la metà più uno degli elettori. Con questa decisione si determinava ancora un'evoluzione nello scarto tra un contenuto davvero vincolato (art. L'autore mise al centro della propria indagine scientifica il secondo comma dell'art. Proprio all'interno di quest'ultimo caso è riconducibile il referendum "costituzionale" dell'ottobre 2001, e rimane quindi difficile, se non impossibile, intravedere in quella consultazione la funzione di tutela delle minoranze e di garanzia del sistema costituzionale; è invece più facile individuarvi una funzione di omologazione, di conferma dell'atto normativo da parte degli elettori. Solitamente le amministrazioni hanno scritto nello Statuto i principi generali, demandando ad un regolamento attuativo tutti gli aspetti più pratici. art. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 dic 2020 alle 10:31. La loro indizione, a opera del capo dello Stato e in una data la cui scelta spetta al Consiglio dei ministri, si presta dunque, come nell'esempio prossimo, a essere dilazionata nel caso sopraggiunga lo scioglimento delle Camere. it. Referendum Spiegazione In questo caso si tratta di un istituto giuridico sancito dalla nostra carta costituzionale che nasce per convocare l’elettorato ad esprimersi su una questione. In casi del genere alcune posizioni hanno sostenuto che l'assenza di un quorum minimo di partecipanti, a mo' di condizione di validità della consultazione popolare, rischierebbe di tradurre le maggioranze parlamentari in minoranze di elettori che assumono per un giorno le vesti di legislatore-censore, rischiando di far divenire le modifiche costituzionali come decisione dei pochi che prendono parte alla consultazione. Il referendum sul taglio dei parlamentari per cui si andrà alle urne domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre 2020 è di tipo costituzionale in quanto ha ad oggetto la modifica di alcuni articoli della Costituzione (precisamente i numeri 56, 57 e 59) e confermativo perché se vincesse il “Sì” verrebbe confermata la legge di revisione costituzionale approvata in via definitiva l’8 ottobre 2019 ma se, invece, dovesse vincere il “No” la composizione delle Camere resterebbe invariata. Se fosse vera e ammissibile la tesi che concepisce questo istituto di democrazia diretta come di conferma della volontà espressa dall'organo rappresentativo rimarrebbe da capire perché tale funzione sarebbe svolta solo in certe occasioni in quanto la conferma è possibile averla sempre e soltanto attraverso la consultazione della volontà popolare che può anche non essere allineata con l'indirizzo scaturito dalla deliberazione dell'organo legislativo nonostante sia stata raggiunta, o superata, la maggioranza dei due terzi dei membri. Indubbiamente il sistema politico ha talvolta adottato strategie tendenti a neutralizzare l'istituto referendario. Esso riguarda modifiche costituzionali ed è regolato dall’ articolo 138 della Costituzione: è possibile, in poche parole, richiedere un referendum dopo la seconda votazione delle Camere in merito ad una nuova legge costituzionale o ad una modifica costituzionale. Nel 1997 il ciclo di tribune partì solo il 26 maggio quando era già trascorso 1/3 dei 30 giorni previsti, cosa che fece intervenire il Garante per l'editoria, Francesco Paolo Casavola, già Emerito Presidente della Corte Costituzionale, che in due occasioni denunciò pubblicamente il comportamento delle concessionarie televisive, definendolo lesivo dei principi di correttezza e imparzialità dell'informazione. "La comprensibilità dei quesiti da parte del popolo sovrano è il presupposto primo dell'esercizio della democrazia diretta in senso democratico. Il parallelo con il referendum abrogativo, Critiche da un punto di vista costituzionale. 138 della Costituzione. L'articolo 38 della suddetta legge n. 352/1970 prevede poi che se l'esito è stato contrario all'abrogazione di una legge o di parte di essa, questa non possa essere oggetto di una nuova consultazione referendaria prima di 5 anni. Referendum costituzionale . 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 45, 46, 49, 50, 51/2000, I limiti temporali del procedimento di indizione, La funzione del referendum "costituzionale", La funzione di garanzia, in senso lato e stretto, Il controllo preventivo sui deficit del legislatore costituzionale. 75 stabilisce i limiti al referendum abrogativo: non possono costituire oggetto di referendum abrogativo le leggi in materia di: Per il mancato accordo tra le forze politiche, però, la Commissione fu costituita solo a 13 giorni dalla consultazione referendaria, limitando il diritto dei cittadini a essere informati. 138). artt. per l'adozione di decisioni da parte della Camera e del Senato. Le leggi costituzionali richiedono la doppia deliberazione delle camere del Parlamento con intervallo di almeno tre mesi tra la prima e la seconda votazione. Quindi non bisogna fare confusione con quanto previsto per il referendum abrogativo (articolo 75 della Costituzione) che serve per depennare in via totale o parziale una legge o un atto avente valore di legge. Dato il tipo di referendum non è richiesto per la suo validità un quorum di elettori partecipanti al voto come nel caso di referendum abrogativo: chi condivide la riforma deve votare sì, i contrari no. Nonostante la Costituzione italiana indichi tassativamente nell'art. Ein Referendum (Plural Referenden, Referenda) ist eine Abstimmung aller wahlberechtigten Bürger über eine vom Parlament, von der Regierung oder einer die Regierungsgewalt ausübenden Institution erarbeiteten Vorlage. 75 le materie che non possono essere sottoposte a referendum, negli anni la Corte Costituzionale nelle varie sentenze di legittimità ha elaborato ulteriori limiti, ritenendo che l'accesso al voto dei cittadini debba essere precluso anche da "una serie di cause inespresse, previamente ricavabili dall'intero ordinamento costituzionale" (sentenza n. 16 del 1978). 138, comma 2, Cost. È palese quindi come sia impossibile definire, dal punto di vista della natura, definire il tipo di referendum in questione come "confermativo" e corollario di ciò è la garanzia che la pronuncia con cui gli elettori esprimono la loro volontà non appartenga alla fase costitutiva del procedimento legislativo. Un'altra dottrina asserisce che il referendum "costituzionale", pur essendo facoltativo, può essere utilizzato sia allo scopo di tutelare le minoranze sia per confermare quelle decisioni parlamentari che siano state adottate a maggioranza assoluta; rimane comunque tacito anche per questo autore che se il referendum non avesse questa funzione di garanzia non avrebbe fondamento logico ammetterlo solo nei casi in cui la legge costituzionale sia stata approvata da ogni Camera con la maggioranza assoluta dei membri. Un ulteriore elemento che avvalora questa visione in chiave garantistica è possibile trarlo direttamente dal testo dell'art. Altro elemento avvalorante la funzione garantistica del referendum "costituzionale" è il fatto che esso non si svolge sempre e comunque in occasione dell'approvazione di una legge costituzionale o di revisione bensì ha carattere eventuale e facoltativo: esso si terrà solo nei casi in cui ne facciano richiesta i soggetti legittimati previo il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata prevista dall'art. 7 anni dopo, il Consiglio Generale ha sviluppato un nuovo quadro costituzionale, che è stato approvato dal referendum nel 1993. Comitato per il No alla riduzione dei Parlamentari - CDC Milano. Il referendum "costituzionale" si presenta quindi non come obbligatorio bensì come facoltativo, una tappa eventuale e successiva, quindi esterna, allo stesso procedimento legislativo; proprio questa caratteristica evidenzia la natura oppositiva dell'istituto. ma può essere esercitata soltanto ove ricorrano le condizioni indicate nella medesima disposizione. 34). Un terzo filone di pensiero che si riscontra in dottrina e anche nella prassi, è anche quello secondo cui il referendum "costituzionale" sarebbe una consultazione "approvativa" o "di approvazione" in quanto l'intervento del corpo elettorale sembra essere una sorta di approvazione nei confronti delle leggi costituzionali; un elemento che va a incidere non sulla loro validità, bensì sull'efficacia di questi atti normativi. Usando un'espressione più diretta è possibile dire che in virtù dell'attuale configurazione del procedimento di revisione costituzionale ex art. 4 comma 3), pur dichiarata <>, non avesse contenuto "costituzionalmente vincolato", a prescindere dal vuoto normativo che l'accoglimento popolare di uno (o più) dei quesiti referendari avrebbe potuto determinare[15]. Considerato che, sempre per la stessa normativa, la campagna referendaria deve svilupparsi obbligatoriamente per un minimo di 45 giorni, l'aver fissato a suo tempo la tornata elettorale per il 7 maggio 1972 comportò il fatto che non ci sarebbero poi stati i tempi tecnici necessari per tenere il referendum neanche nel 1973, facendolo così slittare definitivamente all'anno successivo. Parte un tour in tutte le province della Lombardia per raccontare ai cittadini e confrontarci con loro sulle riforme costituzionali - www.pdlombardia.it. La veridicità di quanto sopra detto è dimostrata dal fatto che tale consultazione ha come oggetto la deliberazione legislativa, teoria questa che trova conferme anche all'interno di quella parte della dottrina che evidenzia come questo tipo di referendum è stato concepito dall'Assemblea costituente non tanto come un mezzo mediante il quale gli elettori determinano, o almeno condeterminano, quelle che sono le scelte politiche, quanto come uno strumento con cui i cittadini possono controllare l'opportunità delle scelte fatte e la corrispondenza di esse alla volontà del popolo stesso. ), quale diritto inviolabile[1].[2]. Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: che cos'è e perché si vota Al vaglio della Consulta vi erano venti referendum abrogativi promossi dal Movimento dei Club Pannella-Riformatori. Tra questi si collocano i diritti connessi alla procreazione, perciò secondo la Corte senza la legge n. 40/2004 sarebbe rimasta senza disciplina un settore in cui la Costituzione esige una regolamentazione e una protezione. 138, comma 3, della Costituzione. Dopo quel risultato il 13 aprile del 1988 il Parlamento approvava la legge n. 117, voluta dal ministro Guardasigilli Vassalli, titolata «Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati» che si allontanava dal principio della responsabilità personale del magistrato, per affermare quello, opposto, della responsabilità dello Stato. Il pensiero dottrinale che definisce oppositivo l'istituto qui in esame sembra essere maggioritario rispetto alle altre tesi proposte dalla scienza giuridica anche se non mancano posizioni piuttosto incerte che definiscono questa consultazione come avente natura approvativa od oppositiva. 138, comma 2, Cost. Referendum costituzionale confermativo: cos’è, come si vota e quorum, Regole zona arancione: cosa si può e cosa non si può fare, Nuovo DPCM del 25 ottobre: cosa cambia? L'articolo 75 stabilisce inoltre che deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Il referendum non è automatico, ma possono richiederlo: Lo stesso articolo 138 stabilisce che il referendum confermativo possa essere chiesto entro 3 mesi dall’approvazione della legge di revisione costituzionale. In Italia questo bilanciamento è stato assente fino alla campagna del 1993. Il quesito giudicato ammissibile dalla Corte era quello che mirava a modificare la legge elettorale per la Camera in modo da eliminare la possibilità per gli elettori di esprimere più di una preferenza nell'ambito della lista votata. 75 Cost. Ecco cosa c’è da sapere in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. In tal caso il referendum “passa” soltanto se si presenta alle urne la maggioranza degli aventi diritto al voto e venga raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Dal 1970 in poi il referendum ha segnato frequentemente il dibattito politico italiano. art. 138 Cost. Da quanto è stato fin qui detto emerge in maniera inequivocabile che l'istituto della revisione è condizione necessaria della rigidità piuttosto che una garanzia costituzionale; se si volesse dimostrare il contrario sarebbe necessario provare che anche il referendum all'interno del procedimento di revisione è una garanzia costituzionale. – 1. 138, comma 3, della Costituzione. Infatti il limite in questione, introdotto per la prima volta dalla sentenza n. 16 del 1978, è stato in seguito (1981, 1987, 1997, 2000) "oggetto di vari aggiustamenti e integrazioni".[14]. Ri-Pensamenti - "Io Sono Femminista" di Teresa Rossano. “Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”. Secondo questa posizione verrebbe meno il ruolo di garanzia per le minoranze che in casi come questi non capirebbero nemmeno cosa fare, se astenersi o recarsi alle urne, poiché i loro interessi rischierebbero di rimanere soccombenti tranne nel caso in cui i votanti sostenitori delle minoranze recatisi alle urne risultassero in numero maggiore rispetto a chi ha votato in difesa del provvedimento voluto dalla maggioranza; altra posizione è quella che sostiene la dannosità del quorum poiché la sua assenza sarebbe invece un incentivo alla partecipazione poiché costringe le forze politiche a confrontarsi adducendo sia le motivazioni del sì che quelle del no (non potendo invocare l'astensionismo al fine di invalidare il voto). Le richieste di referendum sono soggette a un duplice controllo, il primo, di tipo meramente tecnico, da parte dell'Ufficio centrale per il referendum, organo istituito dalla legge n. 352/1970. 138) e può essere quella di 2/3 quando si tratta della elezione del Presidente della Repubblica (art. 11, primo comma, che pone il divieto di abbattere, catturare, detenere o commerciare esemplari di qualsiasi specie di mammiferi e uccelli appartenenti alla fauna selvatica italiana; dell'art. 138 Cost. Nel primo caso i cittadini devono semplicemente confermare una scelta del Parlamento, nel secondo invece “mettono a giudizio” l’attività dei politici. Credo che quella indicata sia proprio la manifestazione estrema di come la Corte Costituzionale ponga tali e tanti ostacoli ai promotori da scoraggiare fortemente l'uso del referendum, cioè di uno strumento che, qualunque cosa si voglia dire, è una manifestazione di volontà del popolo". [30], Referendum sulla modifica delle circoscrizioni territoriali, Il dibattito, la dottrina, la giurisprudenza, Sentenze nn. La prima di queste che in dottrina ha avuto il maggior seguito, inquadra la consultazione popolare prevista dall'art. "Se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso."(art. Il referendum qui in esame è inserito, come è possibile capire dai lavori preparatori dell'Assemblea costituente, all'interno di un iter legislativo che si distingue per il suo "non favore" nei confronti della revisione costituzionale in quanto può essere richiesto anche da quei soggetti minoritari interessati a ostacolare in maniera definitiva l'entrata in vigore delle modifiche, approvate a maggioranza assoluta dal Parlamento, facendo così salvi i principi costituzionali esistenti. 138 Cost., il ruolo di "primo attore" spetta alla Camera dei deputati e al Senato in quanto i cittadini possono entrare in gioco solo nel caso in cui il Parlamento, in sede di seconda deliberazione, abbia approvato il testo di legge con una maggioranza inferiore ai due terzi e a ciò sia seguita una valida richiesta di referendum da parte di uno dei soggetti legittimati. Questa, d’altra parte, è la natura del referendum costituzionale: nonostante l’uso sconsiderato della denominazione di “confermativo” è uno strumento che i Costituenti forgiarono come “oppositivo” alla riscrittura della Costituzione e, dunque, per definizione nelle mani della partecipazione popolare.